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Un instante puede y debe disfrutarse con toda la intensidad y total sosiego, como el colibrí, que consigue apropiarse volando, del entorno de la ansiada corola y a pesar de su mágico y vertiginoso vuelo absorber, muy despacio: el néctar, la vida...
Irrumpe así también el relámpago fugaz, inundando con todo su resplandor cada terráqueo rincón de manera audaz, qué importa luego, el estruendoso trueno sacudiendo voluntades, rocas, el mismo viento, si la descarga violenta del rayo ya nos cegó...
Así de súbito, sin anunciarse, irreverente, nos cubre la generosa lluvia, cambiante a veces ligera, otras feroz, pertinaz... no hay opción a discernir su intensidad, tan solo recibirla como bautizo germinador, que todo lo purifica, alimenta, reverdece...
Así... raudo y a la vez muy acompasado, refulgente y retumbando por todo mi ser, anegando hasta casi atrapar mi respiro, así se dio ese roce vibrante, bendito... de tu mano con la mía, huelgan las palabras, tu mano rozó la mía... y me atrapó...
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Poeta
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Se escuchó ayer Un sonido desde la plaza -"¡Hay desnudándose una mujer!"- Salieron muchos maridos de sus casas
Curiosos, los masculinos, fueron a observar Yo en mitad del camino Veía a miles regresar
Maldiciendo, soltándo blasefemias sobre ella, Que aunque muy bella, Llevaba toda la ropa puesta
Y yo me acerqué y la contemplé Estaba sentada escribiéndo sus inquietudes, Leyendo en alta voz sus miedos, Pensando en sus pasiones y sus virtudes
Sentada tran frágil y al mismo tiempo fuerte, Sacándose el corazón en su puño, Tendíendole a la gente un puente, Y vestida tan apuesta y elegántemente
Nunca ví jamás una mujer tan desnuda...
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Poeta
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Dans lucid Aurora, Dans la lueur de la nuit froide Les illusions naissent, d'Alma, Sur votre poitrine, vos mains se reposent.
Douceur dans la douce fontaine, Swing dans les costumes des armes Buste Bello et haletant Béni, courbes d'Alma.
Sentiments agi, Dieu sumo dans la noblesse Il soupire la nature lougor.
Oh, l'âge grandiose Oh, chaleur, retarder l'amour Oh, le coeur se sent.
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Na lúcida aurora, No fulgor da fria noite Nascem as ilusões, d´alma, No peito, repousam as mãos.
Brandura na meiga fonte, Balançam em braços ternos Busto bello e ofegante Bendita, curvas d´alma.
Sentimentos agiaste, Sumo deus em nobreza Suspira o lougor natureza.
Oh, doidade grandiosa Oh, calor , abraza o amor Oh,sentindos do coração.
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En la Aurora lúcida, En el resplandor de la noche fría Nacen las ilusiones, alma, En tu pecho, tus manos están descansando.
Dulzura en la fuente suave, Swing en trajes de brazos Reventando bello y jadeando Bendita, curvas d ' alma.
Los sentimientos actuaban, Sumo Dios en nobleza Suspira la naturaleza lougor.
Oh, grandiosa edad Oh, calor, retrasar el amor Oh, el corazón se siente.
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Poeta
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Un labirinto tra sogno e realtà.
Il tema della meccanizzazione alienante è stato ripreso in questi anni, nell’ambito della cosiddetta “economia della conoscenza”, da molti studi che hanno visto in internet nuove forme di sfruttamento post-taylorista del tempo e delle risorse umane. Attraverso il lavoro e la tecnica l’uomo ha sognato di rubare il posto a dio – o alla natura – e costruire esseri viventi e senzienti in tutto e per tutto simili a lui. Le domande sollevate da questo progetto prometeico ruotano attorno a cosa consideriamo “umano”.
E il dramma sta nel non poterlo teorizzare, nel non poterlo dire, o per lo meno utilizzando un linguaggio logico-razionale. Perciò ho detto “presentare” e non “rappresentare”, proprio perché non potendolo dire senza cadere in giudizi di valore, in posizioni esterne rispetto all'oggetto, non rimane altro che mostrarlo, presentarlo attraverso una forma che essa stessa esprima il suo grigio.
In questo momento storico abbiamo accumulato una tale quantità di strumenti da aver scambiato il mondo in cui siamo nati con uno stato di natura. Non sono le macchine che gradualmente guadagnano una corporeità creaturale e una libertà d’iniziativa umana, ma gli uomini che abdicano alla fisicità animale e riducono i propri spazi di autonomia… il punto sembra sempre quello di replicare la vita umana non solo negli aspetti esteriori e operativi, ma in quanto di più specificamente esistenziale definisce la nostra “condizione”.
Usando macchine e strumenti artificiali il corpo e la mente umana si anestetizzano fino a somigliare alle stesse “estensioni” che li potenziano. E’ un processo che segue alcune fasi (inizio, durata, attenuazione) cui si accompagnano modificazioni fisiologiche e comportamentali che hanno spesso una funzione di adattamento dell’individuo all’ambiente. Una cosa è certa: il passaggio è stato teorico-pratico, nel vero senso della parola: teoria alla pratica. Saper costruire nuovi pensieri più veri, e soprattutto più utili, che andranno a sostituire quelli vecchi, nelle situazioni quotidiane e quindi genereranno emozioni e comportamenti differenti.
Nella nostra epoca crediamo di avere imparato ad amare senza convenzioni, di essere libere nel corpo e nello spirito, ma la morte dimostrano il contrario: il corpo e lo spirito non sono altro che mezzi per essere dominate. La violenza non è solo quella fisica, ma è soprattutto ed in primo luogo la lacerazione psicologica, l'umiliazione costante. La nostra soggettività, i nostri desideri, le nostre paure, si stanno disseminando e socializzando secondo leggi che potrebbero somigliare a quelle della robotica… La valorizzazione economica del tempo privato è un vettore di disgregazione…
I progressi tecnologici possono prendere spunto dalla natura, ma non necessariamente e nella maggior parte dei casi un lavoro migliore viene svolto da “attuatori” (per usare un termine di Kaplan) che di simil-umano e di simil-naturale hanno poco o niente. Possiamo indagare in questi mondi così diversi, ma allo stesso tempo così uguali, perché in un sogno si catturano le affinità della vita vissuta e sognata da un determinato partner, che poi si riscoprono nella realtà.
Nella nostra epoca pensiamo di essere emancipate, crediamo di avere finalmente conquistato la nostra libertà di esistere. E ancora: le interazioni in rete tendono a riprodurre una logica binaria nell’ambito della sfera affettiva e comunicativa: mi piace/non mi piace. Per complesse ragioni di ordine psico-economico e tecnologico, gli ordini di senso fondati sulla logica della partizione, e quindi dell’esclusione, sono progressivamente e inesorabilmente entrati in crisi. Attraverso i nostri comportamenti digitali un sapere numerico e quantificabile ingloba spazi della vita pubblica e privata sempre maggiori, fino a trasformare l’individuo nella somma statistica di una serie di parametri incrociati.
Il resto, da scarto inassimilabile e rifiuto negativo, viene così paradossalmente positivizzato. Non c’è più negativo nel sistema sociale, o almeno così appare. Non c’è che gioco delle differenze. Differenze che rimandano l’una all’altra, come in un gioco di specchi. Le neuroscienze tendono a diffondere un’immagine del cervello umano e dei suoi modelli di apprendimento simile a quella che caratterizza il “machine learning”. Non si tratta necessariamente di decidere se sia bene o male, vero o falso, ma di mostrare un’evoluzione in atto nel modo in cui mediamente si pensa e si descrive l’umano… Con il suo autentico contenuto, la massa, siamo oltre l’arte, la cultura e la sopravvivenza delle partizioni distintive della ‘modernità’. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a fenomeni che vanno oltre se stessi, ci troviamo di fronte a fenomeni estatici che mostrano come, nella società della simulazione, ogni cosa vada effettivamente al di là di sé, diventando un’immagine di tutto il sistema.
all’interno dell’immaterialità di quest’epoca digitale, dove il confine tra magia e scienza si fa persino più sfumato. L’illusione radicale non è quella che si oppone al vero e alla realtà ma quella che li precede entrambi e li mette radicalmente in discussione, mostrando come lo spettacolo del mondo sia una scena primaria e insensata in cui, potremmo dire, la ‘realtà’ si mostra come ‘irreale’ e gli ordini immaginari del ‘senso’ come, tutti, ‘insensati’. Il soggetto non può giocare né la sua fragilità né la sua morte per la semplice ragione che è stato inventato per difendersene, come per difendersi dalle seduzioni, quelle del destino per esempio, che lo trascinerebbero alla rovina.
Poiché la credenza nella nostra unitarietà viene continuamente smentita nel confronto con l’Io ideale, si instaura uno scarto insuperabile che separa il soggetto dalle infinite altre maschere dell’Io ideale che incontrerà nella vita. E insieme nasce l’invidia, l’odio per chi sembra caratterizzato dalla pienezza, dall’assenza di questa frammentazione. Quindi nuovi pensieri, nuove esperienze emozionali, nuove azioni utili per affrontare meglio le difficoltà e generare una migliore qualità di vita.
Todos los derechos pertenecen a su autor. Ha sido publicado en e-Stories.org a solicitud de Joel Fortunato Reyes Pérez. Publicado en e-Stories.org el 11.06.2017.
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Poeta
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Grudge, It causes a lot of grief For you. For the people around you. If you want a happy life, Successfully, forgive me! Don't leave the past Destroy your future. The person, that you more perseguê It's so Important in your life? That's what you're letting, Acting like the Feija-flower, You are totally dependent on presence Who do you think you don't like!
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Rencor, Causa mucho dolor Para tí. Para la gente que te rodea. Si quieres una vida feliz, ¡ con éxito, perdóname! No dejes el pasado Destruye tu futuro. La persona, que más perseguê Es tan ¿importante en tu vida? Eso es lo que estás dejando, Actuando como la Feija-flor, Estás totalmente dependiente de la presencia ¿Quién crees que no te gusta?
17.06.217
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@IorellBritoA
Teníamos un pacto sin hablar Erámos algo más que algo carnal Teníamos lazos, deseos y abrazos Lo teníamos todo...fuímos todo
Éramos uno en un cuerpo de dos Era pura magia sin complicación Todo iba fluyendo, todo iba saliendo Hasta que te despertó la razón
Te dijo al oído : " No sigas así, Vuelve a tu vida, simula ser feliz" Te dijo que yo no tenía para vivir Reinícia la partida Y el dinero irá a tí Y así es como yo dejé De creer en el amor
Así estuve yo, en un mundo marrón Y tú en un prado verde con otro y no yo Disfrutando del tiempo que no se acababa Porque el tiene coche,trabajo y casa
Y eso yo no entiendo que sea amor Tener mucha solvencia y poco interior Yo soy más pasional y me dejo llevar Cuando por dentro todo me dice "arriesgar"
Me dijo a los ojos Esto termina aquí Esto es de locos,seguír así Y yo por dentro me andaba muriendo Y para ella fuimos amigos con momentos Y así fue como ella se quedó En un prado verde Y yo en un mundo marrón
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Poeta
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No podría haber imaginado jamás... pararme a mirar incrédulo, como la vida puede desgajar robles colosales… lastimera experiencia que estruja el alma con inesperada bizarría y estupor… cómo suponer siquiera que iba a hurgar en rascuños a una memoria brillante, para rescatar apenas retazos de recuerdos traducidos en casi sonrisas, en destellos opacos del mirar profundo, que escruta, ahora, incierto, lejano, difuso… ido, reflejados en contactos casi obligados con quienes nos resistimos a dejarte ir a no perder el cobijo de seguridad, de consuelo, generosa alegría y aliento.
No creo que sea ese cruel padecimiento, que corroe las formas, memoria y cordura, que profana el tejido espacial y temporal, para abandonarte como náufrago de vida... no puede ser ese olvido falaz, galopante, que nos deja a la vera de tus estelas marinas, no... no puede ser ese escape cómodo... prefiero creer que quisiste refugiar tu ocaso en la selección querida y dolorosa también... de los espacios... de las imágenes y sonidos que te importan, solo a ti, sin tiempo... sin secuencias, sin rígidos espacios, sin lógica, así que voy a tratar de entender aunque... no acabe de aceptarlo, para dejar que vueles... que sueñes despierta y pueda contemplarte.
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Poeta
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Guarda la historia del vino de su origen mil versiones y diversos creadores; que Osiris, Baco, Dionisio... Mas por su efecto influidos, poetas y pensadores, entre clases y sabores pasión y ciencia han escrito como bebiendo yo escribo mis probadas reflexiones.
Amigo, si a ti te fallan la amistad como el amor y afligidos luego, en pos de tu clemencia clamaran, si tu orgullo vacilara tomando tu decisión, para condena o perdón bebe tu vino con calma; llegado su juicio al alma el hombre es un poco Dios.
Ante conquista compleja bébelo con discreción. En su justa proporción, para invasión y contienda el vino es un estratega con bravuras de león. Trino, a más, de ruiseñor a tu indecisión le agrega y como Don Juan florea las palabras del amor.
Busca el vino corazones como líquido emisario del espiritual abrazo pacífico entre los hombres. Toda la tierra recorre y cual duende solidario gustoso te ofrece un trago así en descampado mores; él ama al amigo pobre, lo enriquece con su trato.
El vino aplaca nostalgias y atinado aunque ficticio brinda al hombre en el exilio de su tierra la esperanza. Hasta si añejo descansa es un maestro dormido: Inspiración llevó a Cristo para que bien predicara, por ello de altar y farra es el ángel consentido.
Lo digo con fundamento filosofando al decir: De parra viene el vivir, el humano es incompleto; sólo nace con su cuerpo la sangre lo espera aquí, es vino y mora en la vid procurando el ser perfecto, quien no sorba su intelecto, ¡inculto se ha de morir!
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Poeta
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NUANCES
Perto dos olhos, longe do coração... É a indiferença
Longe dos olhos, longe do coração... É o esquecimento
Perto dos olhos, perto do coração... É a felicidade ou a angústia
E... Longe dos olhos, perto do coração... É a sinfonia pungente da saudade...
Guru Evald
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Poeta
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Buscando algo especialmente dulce... grácil, con aquel lienzo archivado en blanco, listo, algunas páginas áridas, vacías y todas las ansias de atrapar, de cualquier manera, todo el torrente que cautiva, atrapa y conmueve cada fibra y célula de mi existencia, de mi alma... desde tu belleza sin par que adoro, me llega el movimiento inquietante... de un conjunto de labios, dientes, lengua y todos los manjares inimaginables que atesora, desembocados ante mis indefensos sentidos, sonriendo además... con las expresiones de picardía, ternura, encanto... que solo tú le puedes dar, entonces... renuncio a crear, cantar, pintar, escribir, prefiero quedarme en la contemplación elemental, de tu magnífica boca e imaginar, abstraer y soñar con retocarla con mi saliva y por pincel mis labios, para reinventar en mi cerebro otras palabras... que canten al mundo de cuánto he descubierto y solo después de degustar aquellas delicias, escribir, para llenar de las formas, aromas y sabores de tu frugal boca, las estériles páginas, que tanto esperaron, para saber de ti...
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Poeta
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